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Lettera dell’Abate alla Comunità

Raccogliamo questo invito a stare vicini al Signore, soprattutto in questi giorni di prova e di smarrimento, a pregare molto e ad affidarci a lui. E’ qui con noi, più vicino a noi e presente ai nostri guai di quanto possiamo immaginare.
Il Signore è qui, non è fuggito lontano da noi, non ci ha abbandonati soli..

Cosa vuol dirci il Signore con la croce che ci ha mandato

Da quando la situazione venutasi a creare a motivo del coronavirus che così intensamente si è avvicinato a noi, ai luoghi della nostra consuetudine di vita sconvolgendoli e creando affanno e paura, più volte mi sono chiesto che cosa ha voluto dire il Signore all’uomo d’oggi e in particolare ai credenti, alla sua Chiesa con tale faticosa congiuntura.

Domenica della divina clemenza

Il brano evangelico di Giovanni ci mostra in maniera sublime un caso attraverso il quale possiamo meditare sulla divina clemenza. Il vangelo ci racconta di un tranello teso a Gesù da parte degli scribi e farisei: questi, con la scusa di conoscere il Suo parere riguardo una donna che aveva commesso adulterio, lo mettono in una situazione scomoda, dovendo scegliere tra il rispetto della legge e la misericordia, che Egli predicava. Infatti se Gesù avesse seguito la severità della legge, approvando la lapidazione della donna, avrebbe perso la sua fama di mitezza, e se invece avesse voluto essere misericordioso, avrebbe dovuto andare contro la legge, che Egli stesso aveva detto di non voler abolire ma compiere.

Giornata mondiale del malato

Nella XXVIII Giornata Mondiale del Malato, Gesù rivolge l’invito agli ammalati e agli oppressi, ai poveri che sanno di dipendere interamente da Dio e che, feriti dal peso della prova, hanno bisogno di guarigione. Gesù Cristo, a chi vive l’angoscia per la propria situazione di fragilità, dolore e debolezza, non impone leggi, ma offre la sua misericordia, cioè la sua persona ristoratrice. Gesù guarda l’umanità ferita. Perché Gesù Cristo nutre questi sentimenti? Perché Egli stesso si è fatto debole, sperimentando l’umana sofferenza e ricevendo a sua volta ristoro dal Padre. Infatti, solo chi fa, in prima persona, questa esperienza saprà essere di conforto per l’altro.

Giornata nazionale per la Vita

La vita non è un oggetto da possedere o un manufatto da produrre, è piuttosto una promessa di bene, a cui possiamo partecipare, decidendo di aprirle le porte. Così la vita nel tempo è segno della vita eterna, che dice la destinazione verso cui siamo incamminati.

Festa della Santa Famiglia

Penso che il compito della famiglia, dei genitori soprattutto, sia quello di trasmettere ai propri figli i significati, i valori, le ragioni del vivere, tramandare quel patrimonio di senso che abbiamo a nostra volta ricevuto e che costituisce il lascito più prezioso di una generazione all’altra. Portando per mano il dodicenne Gesù fino al Tempio di Gerusalemme, Maria e Giuseppe  non condizionano la sua libertà, non esercitano un’indebita violenza, come forse noi oggi pensiamo: lo introducono nella grande storia del loro popolo, lo collocano dentro una vicenda umana e religiosa secolare. 

Diventare adulti come Gesù a Nazaret

Mentre la storia dei “grandi” scriveva pagine tragiche o gloriose negli annali per consegnarle ai posteri, Gesù a Nazaret viveva il suo presente quotidiano come una sorta di apprendistato della vita degli uomini. Negli anni trascorsi da Gesù a Nazaret si potrebbe dire che “non sia successo niente”; Gesù “non ha fatto niente” che la testimonianza apostolica abbia ritenuto necessario tramandare nei Vangeli. Ha, semplicemente, vissuto. Tempo di Nazaret: diventare adulti come Gesù Fa bene al nostro camminare nella fede vivere il tempo di Nazaret,