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Cosa è la Pasqua per noi, oggi?

All’interrogativo postoci dal titolo, don Carlo risponde utilizzando come “lavagna” l’affresco di Bernardino Luini che copre parte di una parete dell’Oratorio della Passione, qui in Basilica.

Pasqua sono le lacrime di Maria Maddalena che non riconosce Gesù; è la disperazione per il Signore che è sottratto ai nostri occhi, che abbiamo visto rapito, oltraggiato, ucciso.

Ma Pasqua è anche sentirsi chiamati, come Maria Maddalena, per nome da Gesù. Significa ritornare a sentirsi di nuovo in intimità con lui.

Pasqua è l’annuncio della Resurrezione, che diventa anche il segreto di una nuova fraternità, di una nuova comunione con i fratelli. È la scoperta che Gesù è il segreto vero della comunione tra di noi. Una comunione che ci è data e che noi possiamo rifiutare o semplicemente rovinare.

Ma Pasqua è anche poter dire “Ho visto il Signore”; vederlo nella vita di tante persone che rinascono dopo errori e situazioni difficili e confuse. Pasqua è semplicemente rinascere, ritrovare nuove energie e generosità al servizio degli altri.

Pasqua, infine, è anche accettare le proprie fragilità e pensare che è lì che il Signore ci raggiunge, pronto a sorreggerci diventando intimo di noi.

Ma ascoltiamo don  Carlo: