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Ultima Domenica dopo l’Epifania

Scheda settimanale n.21 – Domenica 23 febbraio

La legge dello Spirito

di Don Biagio Pizzi

“La legge dello Spirito che dà vita in Cristo Gesù ti ha liberato dalla legge del peccato che dà la morte” (Romani 8,2). Così dice S. Paolo nella seconda lettura della Messa di oggi. Ci vuol far capire l’importanza dello Spirito Santo, che noi, troppo spesso, ignoriamo.

S. Paolo spiega che la legge dei dieci Comandamenti dà soltanto la conoscenza del peccato, ma non toglie il peccato; non dona la vita, ma solo porta alla luce lo stato di morte e di inimicizia con Dio. I Comandamenti, come ogni legge positiva, sono una norma esteriore all’uomo e non influisce sul cuore. Il peccato di fondo è l’egoismo: “l’amore di sé fino al rifiuto di Dio”, come dice S. Agostino. E può essere tolto solo se verrà stabilito quello stato di amicizia che c’era all’inizio tra Dio e l’uomo e che il serpente, per invidia, ha indotto l’uomo a distruggere.

E’ proprio questo che è avvenuto con la redenzione operata da Gesù Cristo. Dice, infatti, S. Paolo nel testo della seconda lettura di oggi: Ciò che era impossibile alla legge, resa impotente a causa della carne, Dio lo ha reso possibile: mandando il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato e a motivo del peccato, egli ha condannato il peccato nella carne” (Rm.8,3). Gesù, sulla croce, ha tolto all’umanità intera il cuore di pietra, cioè tutto il rancore, tutta l’inimicizia e il risentimento contro Dio, che aveva accumulato in sé sotto la legge. Gesù ha crocifisso l’uomo vecchio e ha distrutto il corpo del peccato. Morendo, ci ha dato la sua vita, cioè il suo amore per il Padre, la sua obbedienza, il suo nuovo rapporto con Dio, il suo “spirito di figlio”.

S. Paolo esprime tutto questo chiamando lo Spirito Santo “Spirito di Cristo” e dicendo che lo Spirito dà la vita “in Cristo Gesù” (Rm. 8,2). E’ Gesù risorto che nel cenacolo, la sera di Pasqua, colui che soffia sui discepoli e dice loro: ”Ricevete lo Spirito Santo”. Così Gesù porta a compimento la profezia di Ezechiele della nuova alleanza e delle ossa aride. Le ossa aride, che rivivono per il soffio dello Spirito di Dio, rappresentavano, allora, tutta la gente di Israele dispersa, in esilio, senza più speranza. S. Paolo ci presenta in Gesù, morto e risorto, il compimento definitivo e universale. Tutta l’umanità, e non solo Israele, sotto il regime di peccato è una immensa distesa di ossa aride, come in un sepolcro: la morte ha raggiunto tutti.

Ora, ecco che su questa immensa distesa di morte si è riversato il soffio potente di Gesù risorto, che diffonde la vita: ”La legge dello Spirito che dà vita in Cristo Gesù ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte” (Rm.8,2). Questo Spirito di Gesù, che non fa cose nuove, ma fa nuove le cose, è finalmente in grado di cambiare quella situazione interiore che la legge non poteva modificare.

Attraverso la Parola e i Sacramenti, accolti con fede, lo Spirito Santo porta nel nostro cuore l’amore di Dio e suscita in noi come un altro uomo, che ama Dio e fa volentieri le cose che Dio gli comanda. Dio non si limita più a comandarci di fare o non fare, ma Egli stesso, con noi e in noi, fa le cose che ci comanda.

La legge nuova, che è lo Spirito, è la vita nuova che viene chiamata Grazia: “non siete più sotto la legge , ma sotto la Grazia”, dice S. Paolo. Lo Spirito Santo scrive la legge nuova nei nostri cuori, infondendo in noi l’amore: “L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo, che ci è stato dato” (Rm.5,5).