Semplicemente, grazie!

Scheda settimanale n. 4 – domenica 6 ottobre 2019

A Monza dopo 15 anni in Sant’Ambrogio6 ottobre
Semplicemente, grazie!
di mons. Umberto Oltolini

Lasciare una comunità dove si è vissuti per diversi anni non è una cosa scontata. E’ quello che è capitato a me, chiamato dall’Arcivescovo ad assumere da settembre la responsabilità della Comunità Pastorale “Ascensione del Signore” composta dalle Parrocchie di S. Biagio, S. Pio X e S. Gemma di Monza.

Più volte in questi primi giorni di permanenza nella nuova realtà sono andato con la memoria a quell’ormai lontano Maggio del 2004 quando, per la prima volta, mettevo piede in S. Ambrogio. Era stato l’Abate mons. Erminio De Scalzi a propormi di divenire suo stretto collaboratore a Sant’Ambrogio, dove io non avrei mai immaginato di arrivare. E a distanza di tempo sento di dirgli il mio grazie più sincero perché stando nel “cuore” della diocesi ambrosiana, ho avuto modo di vivere una delle esperienze più significative della mia vita di prete.

Mi sia permesso poi un affettuoso ringraziamento a quella che io ho considerato un po’ come la mia famiglia a S. Ambrogio: don Biagio, Pinuccia ed Enrica. A loro devo moltissimo, non trovo parole adeguate per esprimere quello che il cuore custodisce.

Ma non posso non menzionare anche tutte le altre persone con le quali ho condiviso il ministero in questi quindici anni: i numerosi sacerdoti (tra i quali mi permetto di ricordare don Antonio e Padre Robert), i collaboratori laici e in particolare quelli impegnati nel servizio liturgico: con loro e grazie a loro sono stato aiutato a conoscere più in profondità la bellezza e l’originalità del rito ambrosiano.

Due poi sono stati gli impegni principali a cui mi sono dedicato negli anni trascorsi a Sant’Ambrogio: il sacramento della Penitenza e la cura delle celebrazioni liturgiche. Penso, senza alcuna pretesa, di aver speso una “grossa” fetta del tempo vissuto in Sant’Ambrogio al confessionale, tanto che un giorno, con mia grande sorpresa, una pittrice mi ha regalato un quadro – che ora conservo appeso alla parete del mio studio – che mi ritrae mentre confesso. Vi assicuro che è stata una grazia, un dono immeritato aver avvicinato mediante questo sacramento tante persone; di esse mi rimangono impressi i volti, le storie, i vissuti.

L’altra esperienza che reputo significativa è stata la cura delle celebrazioni, mai improvvisate ma sempre preparate con grande attenzione. Tutto ciò mi ha permesso di vivere e sentire più vicino il mistero di Dio che la liturgia con i suoi segni e le sue parole rende quasi “palpabile”. Non posso non tralasciare di ringraziare il Signore anche per la testimonianza che tanti giovani mi hanno dato con la loro presenza in basilica tanto da convincermi che ancora oggi è possibile incontrare giovani che prendono seriamente in considerazione la vita di fede.

Ora inizio un nuovo tratto di strada, arricchito di questo bagaglio che conservo e di cui sono grato al Signore. Un grazie particolare all’Abate don Carlo che in questi mesi mi ha incoraggiato a compiere questo passo. Vi chiedo di accompagnarmi con la preghiera e vi dico semplicemente: grazie!