Maggio e la vera devozione mariana

Terza domenica di Pasqua – scheda settimanale – domenica 5 maggio 2019

E tu, preghi la santa vergine come si deve?
La vera devozione mariana
di don Erminio De Scalzi

Maggio è il mese che la tradizione della chiesa dedica in particolare alla devozione della vergine Maria. Vorrei proporre una riflessione proprio a partire da questo mese che, una volta, veniva detto il mese “di Maria”.

Ricordo che, quando il giovane curato di Ambricourt – nel più famoso romanzo di G. Bernanos: “Diario di un curato di campagna” – va a chiedere consiglio ad un suo confratello più anziano di lui, il severo curato di Torcy, si sente domandare: “… e la santa Vergine, la preghi? La preghi come si deve? La preghi bene?”.

Se guardiamo ai tanti santuari mariani, ai numerosi pellegrinaggi verso i luoghi delle vere o presunte apparizioni di Maria, dobbiamo riconoscere che la devozione a Maria, anche in un periodo storico secolarizzato come il nostro, è molto viva anche oggi. Questo fermento religioso tuttavia suscita una domanda:le forme odierne di devozione mariana, rispettano l’esigenza di pregare bene Maria?

Penso che il primo modo – semplice – di onorare Maria, sia quello di salutare per primo Gesù, presente nell’Eucarestia, quando entriamo in chiesa. Infatti la devozione a Maria non deve essere un velo che nasconde la presenza del Figlio. Maria, alle nozze di Cana, ha detto: “fate quello che Lui vi dirà!”. Ecco perché il giusto modo di onorare Maria, è quello di rivolgere innanzitutto la nostra preghiera al Figlio di Dio.

Un secondo modo di onorare Maria è quello di riprendere in mano il vangelo di Gesù, impegnandosi a leggerlo, a conoscerlo e soprattutto a viverlo nella vita di ogni giorno. Questo è il messaggio più importante che ci viene dalla Madonna.

Forse qualcuno potrebbe domandare: e allora, i tanti messaggi? Penso che vadano ascoltati quando la Chiesa invita a farlo. Personalmente trovo più interessante ascoltare “i silenzi di Maria”, che valgono ben più di tante parole.

Maria non si sottrae alla incessante richiesta di “grazie”, perché è una madre e per lei è naturale ascoltare i figli che si rivolgono a lei. Tuttavia “la” grazia più necessaria che possiamo chiedere e ottenere da Maria, è la fede nel suo Figlio, Gesù. E’ la fede stessa di Maria, che richiama la grande fede di Abramo e in un certo senso si spinge oltre, perché il figlio Isacco viene risparmiato, ma il figlio Gesù è ucciso in croce.

Credo che la fede di Maria, così luminosa e libera nel giorno dell’Annunciazione, le abbia ottenuto di essere la prima ad incontrare il Risorto, suo Figlio Gesù.

Onorare Maria, pregare Maria, rivolgere a lei il nostro pensiero e la nostra fede, significa imitarne la fede nel Figlio Gesù, cercando di viverla nel quotidiano e specialmente nell’ora della prova.