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L’Immacolata concezione

 Scheda settimanale n. 13  – Domenica 8 dicembre 2019

 “Maria, donna bellissima”

di don Roberto Viganò

Tutta bella sei tu, o Maria, in te non c’è alcuna macchia dell’antica colpa”. Così la liturgia dei tempi lontani canta in onore di Maria Immacolata. Al centro di queste lodi c’è la bellezza. Sono lodi che sembrano riprendere il tema della bellezza di Maria già presente nel saluto dell’angelo il quale l’ha chiamata con un appellativo che vuol dire “Graziosissima”. Il vangelo non dice nulla del suo volto e del suo corpo, ma c’è da credere che fosse non solo spiritualmente ma anche umanamente bella.

Don Tonino Bello, l’indimenticabile vescovo di Molfetta, ne era talmente sicuro che in un suo libro le ha dedicato un capitolo con il titolo “Donna bellissima” e ha iniziato una preghiera con queste parole: ”Santa Maria, donna bellissima, attraverso te vogliamo ringraziare il Signore per il mistero della bellezza”. La bellezza di Maria infatti rimanda a quella di Dio. Dio è bellezza perché è amore che si dona gratuitamente e predilige chi è povero, umile, nascosto e lontano dall’attenzione degli uomini. Dio è bellezza e lascia tracce della sua bellezza in ogni creatura. Tutte le creature sono chiamate a essere trasparenza della bellezza di Dio, ma è soprattutto Maria a rivelarla con una limpidità straordinaria tanto da meritare il saluto dell’ angelo “piena di grazia”; piena di bellezza divina. Per cui potremmo anche noi oggi celebrare la sua bellezza dicendo: “Sei bella o Maria,non per quello che hai,ma per quello che ricevi, per il tuo lasciarti amare, per il tuo consegnarti alla Parola del Signore. Bella sei per la tua umiltà, il tuo nascondimento, il tuo silenzio nel quale hai meditato i segreti che ti erano stati affidati. Bello il tuo Magnificat che tutti i poveri della Terra amano cantare. Sei bella per la tua fede che ha fatto della tua esistenza un sì perfetto e incessante, un camminare nella notte con lo sguardo a cercare la luce. Bella sei, o Maria, della bellezza di Dio, della sua pietà e della sua tenerezza, del suo indicibile amore”.

Abbiamo bisogno di cantare e di celebrare la bellezza di Maria soprattutto oggi, in cui sembra che a dominare sia la categoria del brutto. Viviamo in tempi brutti perché il brutto trionfa nel linguaggio, nei dibattiti televisivi, negli spettacoli, nei comportamenti arroganti delle persone che ignorano il rispetto dell’altro. C’è un imbruttimento generale che, come diceva P. Turoldo, è principio di abbruttimento. Se è vero che il nostro mondo ha bisogno di trasfusioni di bellezza per essere salvato (Dostoevskij diceva che solo la bellezza salverà il mondo), l’umanità per vivere ha bisogno di bellezza. Maria la donna bellissima, ci puo’ aiutare con discrezione, con la misura delle parole, con la delicatezza dei gesti a ritrovare qualcosa della bellezza perduta.

La bellezza più luminosa, ricordiamolo, è quella della santità. Ogni santo è l’espressione di una grande arte. Maria rappresenta il capolavoro inarrivabile. Noi non riusciremo a fare della nostra vita un’opera d’arte, ma possiamo almeno inseguire qualche bagliore di bellezza. E’ così difficile abbellire un poco la propria vita con la delicatezza, il sorriso, la gentilezza dei sentimenti e dei comportamenti? Forse anche il semplice dono di un fiore o di una parola “bella” che ha fatto felice una persona potrà avere un peso decisivo, con la complicità di Maria, per essere ammessi a godere la bellezza del regno di Dio.