L’amore non è calcolabile

Scheda settimanale n. 30 – Domenica delle palme

L’amore non è calcolabile
di don Umberto Oltolini

Con questa Domenica entriamo nella Settimana “autentica”, o come siamo abituati a dire Settimana Santa, ma l’invito che la liturgia della Chiesa ci rivolge è ben più profondo, cioè siamo chiamati a entrare nella Pasqua del Signore, a lasciarci attrarre dal dinamismo che questi giorni portano con sé.

I protagonisti non siamo noi, ma il Signore, si tratta infatti della sua Pasqua che diventa così anche la nostra. Il profeta Isaia ci indica esattamente in che cosa consiste questo ultimo tratto del cammino verso il compimento: “Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità”.

In queste parole c’è il senso più profondo della Pasqua cristiana che va a toccare i punti più critici della nostra esperienza umana, vale a dire il senso della sofferenza e la contraddizione del nostro peccato. Ma nelle parole di Isaia a ben guardare è racchiuso un invito e una promessa: qualcuno ci chiede di affidare a lui ciò che noi non sappiamo portare né siamo in grado di eliminare; il Signore dice a ciascuno di noi: “Permettimi di portare il peso della tua sofferenza, la fatica delle tue colpe”.

Questo è il dono e la promessa della Pasqua, di cui è il Signore il vero protagonista. A noi è chiesto di rimanere suoi discepoli, di “tenere fisso lo sguardo su di lui”, come ci indica la lettera agli Ebrei, perché “si sottopose alla croce disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio”.

Questa è la nostra speranza e la nostra Pasqua: seguire lui, il Signore e Maestro, per attraversare le nostre prove e portarle con lui verso il dono di una vita nuova, trasformata.

L’unzione di Betania, di cui oggi il Vangelo ci parla, è il simbolo dell’amore del discepolo nei confronti del Maestro. Nel testo di Giovanni assistiamo ad una cena dove si incrociano sguardi diversi. Vi è lo sguardo degli amici, la gratuità che non bada ai costi, perchè l’amicizia è dono senza prezzo.  Al contempo a questo sguardo si contrappone quello di Giuda. Il suo è uno sguardo accecato dall’interesse e incapace di cogliere la logica del dono.

Entriamo allora nella settimana più importante dell’anno tenendo fisso lo sguardo su Gesù, con la memoria del profumo con cui Maria sparge i piedi del Maestro quale richiamo al valore del dono. Maria “spreca” il suo profumo, dono di amore per il Signore Gesù. Quale segno del mio amore per il Signore posso portare nella Pasqua che sta per compiersi?