Anche Dio ha una famiglia

Scheda settimanale n. 19 – 27 gennaio 2019 – Festa della Famiglia

Le nostre famiglie
Dono del Signore al mondo
Di don Roberto Viganò

Dio ha scelto di nascere in una famiglia. L’ha formata in uno sperduto e sconosciuto villaggio della Galilea chiamato Nazareth. Nazareth non appartiene né alla storia degli uomini, né alla storia della salvezza. Questo villaggio è situato in una zona montuosa, estraneo alle principali vie di comunicazione e di commercio, un luogo piuttosto malfamato. Lo ricordano anche i Vangeli: “da Nazareth può mai venire qualcosa di buono?”.

Proprio da questo paese insignificante è uscita la storia più bella, più santa, più buona, quella di Gesù in mezzo agli uomini. Questo villaggio diventa il segno della manifestazione di Dio nelle piccole cose, il luogo dove Dio abita nella quotidianità e ordinarietà della vita. Gesù è rimasto a Nazareth per trent’anni. L’evangelista Luca riassume questo periodo così: “Gesù era loro sottomesso”. Ma questo Dio che viene a salvarci ha perso trent’anni in quel villaggio malfamato e sconosciuto? Il cammino di Gesù era in quella famiglia nascosta, umile e semplice. Maria custodiva nel suo cuore tutte queste cose e Gesù cresceva in sapienza, in età e in grazia davanti a Dio e agli uomini (Lc 2,51-52). Non si parla di miracoli o guarigioni, di predicazioni, di folle che accorrono, a Nazareth tutto sembra accadere normalmente, secondo le consuetudini di una famiglia israelita, pia ed operosa: si lavorava, la mamma faceva tutte le cose di casa, cucinava, lavava… tutte le cose da mamma. Il papà falegname lavorava e insegnava a Gesù a lavorare: trent’anni di silenzio. Dio ha le sue vie misteriose per realizzare la salvezza. A Nazareth ciò che era importante era la famiglia: i Vangeli nella loro sobrietà non riferiscono nulla circa l’adolescenza e la giovinezza di Gesù e lasciano questo compito alla nostra affettuosa meditazione e immaginazione. Certamente non ci è difficile immaginare quanto le mamme potrebbero apprendere dalle premure di Maria per quel figlio e quanto i papà potrebbero ricavare dall’esempio di Giuseppe, uomo giusto che dedicò la sua vita a sostenere e a difendere Maria e Gesù, la sua famiglia, nei momenti difficili della vita. Gesù in quei trent’anni a Nazareth ha coltivato la sua vocazione per la quale il Padre lo aveva inviato. Da Maria e Giuseppe ha imparato il coraggio, la forza di compiere la sua missione. Ogni famiglia cristiana, come fecero Maria e Giuseppe, può anzitutto accogliere Gesù, ascoltarlo, parlare con lui, custodirlo, proteggerlo, crescere con lui. Facciamo spazio nel nostro cuore e nelle nostre giornate al Signore. Anche per Maria e Giuseppe non fu facile: quante difficoltà, quanti imprevisti, quante sofferenze dovettero affrontare e superare. Era una famiglia come le nostre, non era una famiglia finta. La famiglia di Nazareth ci sollecita a riscoprire anche il compito educativo: certamente Maria e Giuseppe hanno insegnato a Gesù a pregare. Ci fa bene sapere che durante la giornata pregavano insieme e che poi al sabato andavano insieme alla sinagoga per ascoltare le Scritture e per lodare il Signore con tutto il popolo. Come è importante per le nostre famiglie condividere il momento di preghiera. Cosa può esserci di più bello per un papà e una mamma che benedire i propri figli all’inizio della giornata e alla sua conclusione. Benedirli, cioè affidarli al Signore, perché sia Lui la loro protezione e il sostegno nei vari momenti della giornata. Come è importante e bello per la famiglia pregare prima di prendere i pasti, insieme per ringraziare il Signore di questi doni e per imparare a condividere quanto si è ricevuto con chi è nel bisogno.

Sono tutti piccoli gesti che esprimono la passione educativa. La grande missione della famiglia è fare posto a Gesù e accoglierlo nella persona dei figli, del marito, della moglie, dei nonni. Se vivremo così Gesù sarà lì, Gesù sarà in quella famiglia. Auguro a ogni famiglia di essere riflesso della famiglia di Nazareth, “esperta nell’amore e esperta nel soffrire” (San Paolo VI – Papa).