Il battesimo di Gesù, il nostro battesimo

Scheda settimanale n. 17 – Prima Domenica dopo l’Epifania – 12 gennaio 2019

Il Battesimo del Signore, il nostro Battesimo
L’eco dell’amore di Dio
di padre Robert Popa

Nell’attività e nella predicazione di Giovanni Battista, troviamo una certa vicinanza con il linguaggio profetico di Isaia; in alcuni brani il Precursore cita addirittura il profeta direttamente. Il profeta dell’Antico Testamento cerca di infondere fiducia: una certa sofferenza serve alla purificazione, e quando le persone saranno pure davanti al Signore, il ritorno sarà vicino. Possiamo osservare che entrambi, Isaia e il Battista, hanno un ruolo quasi simile, cioè quello di consolare nella disgrazia, incoraggiare nella difficoltà. Ma lo fanno diversamente da come oggi siamo abituati a sentire. Siamo ammalati? Ci dicono di non preoccuparci, che passerà presto e che guariremo. Non abbiamo soldi? Ci dicono che guadagneremo di nuovo, dobbiamo solo avere pazienza e coraggio. Di solito i profeti, o alcuni santi parlano o hanno parlato quasi allo stesso modo, ma solo apparentemente.

Non dicono che i momenti difficoltosi passeranno da soli. Ma ci indicano, quasi sempre, come vincerli: mettendoli a frutto come un mezzo per purificarsi. Ecco perché alcuni santi pregavano affinché nelle loro vite non mancassero le difficoltà… con la forza dello Spirito Santo, esse si sarebbero trasformate in valori positivi. Conosciamo benissimo la vita di Giovanni Battista, l’ultimo profeta dell’antica legge, e che presenta al popolo Colui che segna la fine e contemporaneamente porta a compimento la Legge ed i Profeti: il Signore Gesù. Il Precursore, partendo anche dalla terminologia, indica qualcuno che precede, che apre la strada. In montagna, nelle ricognizioni militari, nelle spedizioni di esplorazione è la guida che conduce, quello che conosce la strada meglio degli altri. In natura succede il contrario. Il crepuscolo del mattino che precede il sorgere del sole, non è la luce principale, ma il preannuncio dello splendore solare. Così possiamo intendere la differenza del termine guida in senso profano e in senso spirituale. La Chiesa guida ed insegna, forma comunità ed organizzazioni (associazioni), ma è consapevole che chi la guida è lo Spirito Santo. La Chiesa segue l’insegnamento amorevole e misericordioso di Cristo, guidata dallo Spirito Santo ed accoglie i peccatori nel suo seno per guarirli, eliminando alcune correnti “puriste” che vorrebbero dividere gli agnelli dai capri, di correnti che vorrebbero eliminare così i peccatori perché la Chiesa si mantenesse pura e santa. E’ come se un ospedale eliminasse i malati ed accogliesse solo i sani…

Il Precursore sa guardare ben oltre le difficoltà umane, riconoscendosi non degno per sciogliere i lacci dei sandali di Gesù per mostrare sempre di più da chi viene la luce. Chiaramente il gesto di togliere i sandali e lavare i piedi altrui, anche se antico, è un segno di umiltà. Lo esprime anche il gesto, sempre antico, di mettersi in ginocchio; l’uomo si fa piccolo per riconoscere che l’Altro è più grande. Il cristiano è consapevole della propria dignità di figlio di Dio e dunque capace di rendersi veramente e sinceramente umile davanti agli uomini solo nel momento in cui vede in loro Gesù stesso. Questa è l’umiltà che abbassandosi, rialza. Questa è l’umiltà che Gesù mostra nel ricevere il battesimo dal Battista, perché l’uomo possa scoprire la propria realtà redenta e, finalmente, diventi come Dio. Possiamo stupirci dal silenzio mostrato da Gesù nel momento in cui riceve il battesimo da Giovanni… E’ il momento nel quale Gesù riceve la testimonianza dell’amore del Padre in una maniera totalmente inaspettata, ma è una testimonianza conosciuta dal Figlio dall’eternità e che oggi viene rivelata anche a noi. Le parole di Dio Padre nella festa di oggi, fanno possibili le parole del Figlio sulla Croce “Abba, Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. Tutto inizia ed ha, un certo, fine nello stesso amore divino. Proprio in questo amore intenso riscopriamo anche noi il dono che abbiamo ricevuto durante il nostro battesimo e sarebbe fondamentale riscoprire nelle nostre vite, nelle nostre fatiche, l’eco dell’amore di Dio.

Sul battesimo al Giordano occorre ancora riflettere, cercare ed anche contemplare pregando, ma occorre anche ascoltare soprattutto il Battezzato quando lo spiega sia pure in forma misteriosa.