Dio è dappertutto… noi sempre altrove.

Scheda settimanale n. 27 – terza domenica di quaresima – 24 marzo 2019

Dio è dappertutto
Ma noi siamo sempre altrove

di don Luca Melchioretto

“Se Dio è dappertutto, perché noi siamo sempre altrove?”. Vorrei partire da una provocazione di Madeleine Delbrel, come spunto per tenere viva la nostra attenzione in questo tempo di quaresima. Ogni giorno Dio si manifesta nella storia degli uomini, il problema è che spesso noi siamo altrove, e non ce ne accorgiamo. Spesso questo lo riscontro nelle confessioni, quando immancabilmente le persone riconoscono che è arrivata Pasqua o Natale senza essersi preparati, senza aver vissuto con profitto il tempo di preparazione che la liturgia ci dona. Si intravede una dispersione e distrazione del vissuto, o come direbbe Madeleine, un essere stati altrove. I Padri della Chiesa parlavano di lotta alle distrazioni, perché avevano intuito nel disordine della mente il peggior nemico che allontana da Dio. Il disordine della mente è costituito da tutto ciò che ci tiene lontano dal cammino di fede, lo avversa e lo deride. Chi è in questa situazione non se ne rende subito conto, vive d’impressioni, di ascolto di suoni, di rumori, di televisione, di notizie, passando dall’una all’altra in un continuo vortice di immaginazione, di fantasie, di desideri, proprio come chi guardando un programma televisivo dopo l’altro resta sotto l’influsso di una eccitazione a cui non riesce a dare un nome per renderla sentimento e azione. Questa situazione spesso non è avvertita, se non quando si comincia a far silenzio, (provvidenziali quei 5-10 minuti in cui si attende il proprio turno di confessione!). Solo lì, in quel momento di silenzio, ci si accorge che la quaresima è sfuggita, che Dio è sempre stato presente con i suoi doni di grazia (via crucis, vangelo domenicale, i quaresimali del venerdì sera, i testi consigliati dai preti della Basilica, il calendario di quaresima dei ragazzi….) ma noi eravamo altrove. Che fare? Arrenderci? Rassegnarci? No! Dobbiamo impegnarci a far entrare Gesù nel nostro quotidiano, come insegnavano i padri della tradizione monastica greca, usando la preghiera di Gesù o anche detta preghiera del cuore.
In cosa consiste questa preghiera? Subito detto: ci impegneremo e lotteremo contro ogni distrazione della mente, ripetendo più volte in diversi momenti della giornata per 5 o più volte una frase scelta da noi dal salmo della domenica, oppure espressioni come “Gesù, abbi pietà di me peccatore”. Qualcuno si chiederà se è veramente utile questa modalità di preghiera. A questo proposito così scriveva il cardinale Carlo Maria Martini: “Questa preghiera consiste nel trasferire la mente nel cuore, quindi nel non lasciare che la mente dilaghi nella selva di pensieri, dedicandola totalmente e affettivamente alla persona di Gesù. […] La preghiera di Gesù è alla portata di tutti e tuttavia introduce ai misteri più profondi; è compatibile e si adatta a tutte le situazioni, e può essere praticata pure da chi ha molti impegni e talora poco tempo per una preghiera prolungata e intensa”: Le obiezioni potrebbero essere diverse. Ritenere inutile e banale questo tipo di preghiera, magari un po’ troppo semplice. Ma credo che la domanda giusta sia: “di cosa hai paura, nel vivere questa preghiera?”. Forse di scoprire che il tuo essere altrove è una forma per evitare una sequela radicale e convinta del Vangelo. Oppure temi che Dio ti stia chiedendo una conversione o una maggiore responsabilità di impegno nel tuo vivere da cristiano. Potresti dimenticarti di recitarla, perché le cose a cui pensare in una giornata sono molte. Allora ecco un consiglio: prendi il cellulare, vai su menù, poi su promemoria e scrivi la frase del salmo e poi scegli i tre momenti nell’arco della giornata in cui vuoi recitare la preghiera del cuore. Così non ti dimenticherai di pregare e scoprirai che i cellulari non sono solo causa di disturbo durante le funzioni religiose, ma mezzi potenti per aiutarci a incontrare Gesù. Ora la domanda non è più “ ti ricorderai?” , ma “hai desiderio di pregare e lasciar entrare Dio nella tua vita?”.