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Lettera dell’Abate alla Comunità

Alla Vigilia della Settimana Autentica

Carissimi, il Signore è qui, non ci ha abbandonati soli

Carissimi

Vi raggiungo con un breve scritto….per continuare così a “tenere il filo” tra noi, a restare uniti.
Anzitutto devo dirvi che noi preti stiamo tutti bene. Preghiamo molto per voi e continuiamo a tenere aperta
la Basilica. E’ vero che sono pochi quelli che si avvicendano per la preghiera ma riteniamo importantissimo,
psicologicamente e spiritualmente importantissimo, che si sappia che la Chiesa è aperta.

Purtroppo siamo stati molto provati dalla vicenda di Oscar, il nostro sacrestano. Oscar è stato ricoverato al
Policlinico per Infezione da Coronavirus. Le sue condizioni sono stabili. Ci mandiamo messaggi quotidiani e lui sa che lo sosteniamo e preghiamo per lui; è sereno e coraggioso anche se provato.

La sua famiglia, che come sapete abita qui nel nostro stesso stabile di Piazza Sant’Ambrogio 15, è a sua volta molto preoccupata. Manteniamo contatti con la moglie e la figlia; le notizie che arrivano dall’Ospedale, la nostra vicinanza e la nostra preghiera sono per loro un grande sollievo.

Portiamo tutti, credo, negli occhi e nel cuore le immagini di Papa Francesco, solo in Piazza San Pietro, durante la preghiera dello scorso venerdì. Si è trattato di un momento di grande spessore umano e cristiano, un evento straordinario! Non vi nascondo di essermi commosso fino alle lacrime e insieme di essermi sentito molto rasserenato e confortato dalle parole del Papa, dalla su figura, dal suo volto addolorato e affaticato. Quello che ci ha detto va ripreso e meditato, soprattutto nei momenti di oscurità e smarrimento.

Assistiamo anche al prodigarsi di tanta gente per affrontare il dilagare del Virus, questo nemico insidioso e invisibile. Vi confesso che in questi giorni ho vissuto qualche momento di fatica e di sconforto. Ho perso un amico sacerdote, mio compagno di classe, al quale ero molto affezionato e che qualche mese fa era stato a cena qui a casa mia e ho saputo della scomparsa di alcuni conoscenti. Ho pregato tanto per loro ma riconosco di essermi sentito incoraggiato moltissimo anche dalla straordinaria e insieme ordinarissima generosità di medici, infermieri, volontari…, di tutti quelli che si stanno adoperando senza sosta e talvolta mettendo a repentaglio la propria salute per assistere gli ammalati. Ho guardato a loro come i primi cristiani guardavano ai loro martiri!

Ieri sera ho letto e riletto il brano di Vangelo di Giovanni che narra della risurrezione di Lazzaro e che la liturgia ambrosiana propone oggi, quinta domenica di Quaresima. Mi sono ritrovato nelle parole di Marta e di Maria, le sorelle di Lazzaro. Entrambi rivolgono a Gesù, una dopo l’altra, un rimprovero neppure tanto velato: “Signore se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto..”

Ci viene spontaneo dire al Signore, in questi giorni :” Signore sei qui? Ti sei dimenticato di noi? Non ti interessa la nostra fatica e la nostra sofferenza?”

Ebbene, tutto il racconto evangelico, a mio parere, mira proprio a rispondere che il Signore è qui, che non è fuggito lontano da noi, che non ci ha abbandonati soli..

Infatti si dice che Gesù, di fronte al cadavere di Lazzaro, si sia profondamente commosso e abbia pianto. In genere i Vangeli sono sobri in merito ai sentimenti di Gesù eppure qui non si nasconde l’affetto e l’amicizia che lo legavano a Lazzaro e alle sue sorelle e il suo dolore ha tutte le caratteristiche del nostro dolore.

E’ come se il Vangelo ci dicesse che Gesù si è a sua volta immerso nel dolore, lo ha provato e condiviso con noi, lo conosce benissimo. Per questo, se non ci libera dal dolore, Gesù tuttavia ci accompagna nelle nostre esperienze di dolore, ci offre un sostegno e un sollievo… ci rasserena.

Raccogliamo dunque questo invito a stare vicini al Signore, soprattutto in questi giorni di prova e di smarrimento, a pregare molto e ad affidarci a lui. E’ qui con noi, più vicino a noi e presente ai nostri guai di quanto possiamo immaginare.

Vi chiedo una preghiera per Oscar e i suoi cari. Ricordate i defunti , gli ammalati e tutti quelli che stanno adoperandosi per loro. Preghiamo per il nostro Paese e il suo futuro. Ricordiamo il Papa e la Chiesa… il mondo intero. Fate anche una preghierina per noi!

Vi assicuro che anche se non possiamo pregare con voi noi preghiamo moltissimo per voi! La preghiera ha una straordinaria forza di comunione e noi vi vogliamo bene!

Coraggio! Un grande abbraccio a tutti!

Don Carlo e i sacerdoti tutti