Betania: la casa dell’amicizia

Scheda settimanale n. 29 – Ultima domenica di Quaresima 2019 – Lazzaro

Betania, la casa dell’amicizia
di don Roberto Viganò

Come ogni anno, il Vangelo della V domenica di Quaresima ci fa incontrare la figura di Lazzaro. È sempre toccante fermarsi a contemplare ciò che Gesù ha fatto quel giorno a Betania, che potremmo chiamare la casa dell’amicizia. Si rimane senza parole. Del resto di fronte ad un amore così grande non c’è bisogno di parlare, ma solo di contemplare e di stupirci.
Innanzitutto, ci colpisce l’amicizia di Lazzaro con Gesù. I Vangeli ci ricordano che Gesù spesso passava da Marta, Maria e Lazzaro. Una casa dove si sentiva accolto, voluto bene. Addirittura – lo vedremo domenica prossima, pochi giorni prima di essere arrestato e morire – ha voluto passare da loro. Cercava un po’ di conforto, un po’ di amore, un po’ di calore prima di affrontare il compimento del suo amore per noi. Che bello! Gesù cerca appoggio in una casa, in una famiglia. Forse oggigiorno non è più così. Nelle case, nelle famiglie Gesù non è più l’ospite atteso, non è più l’amico da accogliere. Quanto è importante custodire l’amicizia con Gesù, difenderla, perché è nella famiglia che la Chiesa inizia a vivere. Gesù infatti si è fatto più spesso incontrare nelle case che non nel tempio. Dobbiamo riscoprire questo stile di Gesù e rendere le nostre case un po’ più come quella di Betania, cioè disponibili ad ospitare e soprattutto ad ascoltare Gesù.
Inoltre, colpisce l’atteggiamento di Gesù nei confronti della morte. Lazzaro era malato e sicuramente si chiedeva dove fosse Gesù. Anche le sue sorelle, in coro, al suo arrivo dopo la morte del fratello gridano: “Se tu fossi stato qui!”. Eppure, anche se da lontano, Gesù pensava a loro e parlava con i discepoli della malattia di Lazzaro e della sua morte. Con questa sua apparente assenza, Gesù vuole invitarci a guardare con umanità la morte. Non è venuto per togliere la morte. È venuto per farci guardare la morte con occhi nuovi, con gli occhi di Dio. Per ciò Gesù dice, di fronte alla morte: “Il nostro amico Lazzaro si è addormentato”.
Per Gesù la morte è un piccolo avvenimento, all’interno della nostra vita che è fatta per l’eternità. Certo, la morte fa soffrire perché spezza dei legami, ci separa da chi ci vuole bene. È dura da accettare.
Anche Gesù di fronte ad essa ha pianto. E quanto tempo ci vuole prima di ritrovare un po’ di luce quando muore una persona cara! La morte per Gesù è un passaggio, è un addormentarsi per risvegliarsi nella resurrezione. Lazzaro ci spiega come prepararci a vedere la morte con gli occhi di Gesù. Solo un’amicizia profonda con Lui ci porta a guardare la morte con occhi nuovi. Solo un’amicizia profonda con Gesù ci porta a chiamare la morte “sorella”, come San Francesco. Quando arriva Gesù la morte è vinta! Le lacrime si trasformano in gioia, senza Gesù la morte rimane solo dolore, dramma, paura.
Grazie Lazzaro, perché ci ricordi che solo l’amicizia profonda con Gesù dà senso alla nostra vita, dà senso al nostro nascere, al nostro vivere, al nostro morire. Gesù ci dice che la cosa più importante è stare con Lui, come Lazzaro, Marta e Maria. Ma soprattutto ci ha fatto vedere che Lui sta con noi, che vuole starci vicino sempre.

Mi vengono spontanee due domande:

1. In questa Quaresima abbiamo coltivato l’amicizia con Gesù?
2. E’ stato un ospite fisso delle nostre giornate, oppure abbiamo preferito altro?
Abbiamo davanti ancora due settimane prima della Pasqua…usiamo bene questo tempo.