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Trinità: l’amore è un bel mistero

Scheda settimanale n. 38 – domenica 16 giugno 2019

Il mistero (incomprensibile) dell’amore
Santissima Trinità

di don Roberto Viganò

Carissimi fratelli e sorelle, questa solennità ricorre ogni anno la domenica dopo Pentecoste e fu introdotta nel 1334 da Papa Giovanni XXII. Il mistero della Santissima Trinità è un mistero e come tale non può essere compreso. Ma non per questo è qualcosa di irragionevole.

Nella dottrina cattolica ciò che è mistero è indimostrabile con la ragione, ma non è irrazionale, cioè non è in contraddizione con la ragione. Che cosa ci ricorda questa festa? Ci ricorda come Gesù ce l’ha fatta conoscere. Egli ci ha rivelato che Dio è amore: è Creatore e Padre misericordioso, è Figlio unigenito, eterna sapienza incarnata, morto e risorto per noi, è Spirito Santo che muove tutto, cosmo e storia, verso la pienezza finale. Tre persone che sono un solo Dio, perché il Padre è amore, il Figlio è amore, lo Spirito Santo è amore. Dio è tutto amore, amore purissimo, infinito ed eterno. La Trinità è comunione di persone divine, le quali sono una con l’altra, una per l’altra, una nell’altra: questa comunione è la vita di Dio. E quando Gesù risorto inviò i suoi discepoli ad evangelizzare le genti, comandò loro di battezzarle “nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo” (Mt. 28,19). Questo comando Gesù lo affida in ogni tempo alla Chiesa, che ha ereditato dagli apostoli il mandato missionario. Lo rivolge anche a ciascuno di noi che, in forza del Battesimo facciamo parte della sua comunità. La festa della Santissima Trinità, mentre ci fa contemplare il mistero stupendo da cui proveniamo e verso il quale andiamo, ci rinnova la missione di vivere la comunione con Dio e la comunione tra noi sul modello della Trinità. Questo significa accogliere e testimoniare la bellezza del Vangelo; vivere l’amore reciproco verso tutti, condividendo le gioie e le sofferenze, imparando a chiedere e a donare perdono, mettendo a servizio della comunità i diversi carismi per far crescere la Chiesa, corpo vivente di Cristo.
Ci viene affidato il compito così che la comunità sia sempre più famiglia, capace di riflettere lo splendore della Trinità ed evangelizzare non solo con le parole, ma con la forza dell’amore che abita in noi. Questa solennità ci indica anche la meta, il fine ultimo verso cui è orientato il nostro pellegrinaggio terreno.

Il cammino della vita cristiana è infatti un cammino essenzialmente “Trinitario”: lo Spirito Santo ci guida alla piena conoscenza della parola di Gesù, ci ricorda quello che Egli ha fatto e insegnato, e Gesù, a sua volta è venuto per farci conoscere il Padre, per guidarci a Lui. Tutta la nostra vita cristiana deve essere icona della Trinità. Questo mistero abbraccia tutta la nostra vita e tutto il nostro essere cristiano.

Ricordiamoci ogni volta che facciamo il segno della croce. Chiediamo nella preghiera che la nostra comunità di Sant’Ambrogio sia mistero di comunione e comunità ospitale, dove ogni persona, possa trovare accoglienza e sentirsi figlia di Dio, voluta ed amata.