Forse non attendiamo più nulla..

di don Carlo Faccendini, Parroco

Scheda settimanale n. 11 – Prima domenica di Avvento 2018 esercizi giovani benedizioni case oratorio

“Il cristiano è colui che resta vigilante ogni giorno e ogni ora sapendo che il Signore viene!”. Così ha scritto san Basilio riprendendo la invocazione con la quale si conclude il libro della Apocalisse: “Amen. Vieni Signore Gesù!”.

Iniziamo dunque il tempo di Avvento, “memoria, invocazione e attesa” della venuta del Signore, con la consapevolezza che proprio questo caratterizza la vita cristiana. Essa è insieme certezza della presenza del Signore nella vita di ogni giorno e attesa di un incontro definitivo con lui, di un compimento e di una pienezza. Entrare nel tempo di Avvento è custodire uno sguardo preciso sulla storia che lungi dall’essere anarchica e caotica ha invece un suo senso e una sua precisa direzione… E’ anche uno sguardo preciso sulla vita quotidiana che si rivela piena dei segni della presenza del Signore che occorre imparare a riconoscere con rinnovata gratitudine.

Forse nei cristiani questa attesa è venuta un po’ scemando… Forse ci comportiamo come se Dio fosse rimasto solo alle nostre spalle… Forse non attendiamo più nulla o forse le attese si sono semplicemente ridotte ai piccoli bisogni del quotidiano.

Vivere l’avvento è risvegliare questa attesa che in noi  ha invece radici molto profonde e che può ridare respiro e speranza ai nostri giorni spenti e talvolta malinconici. La Chiesa, saggiamente ,chiede di vivere il tempo di avvento con rinnovata preghiera, custodendo momenti di silenzio e di raccoglimento. Ci ricorda, la Chiesa, di purificare i nostri desideri riscoprendo ciò che è più essenziale e più vero, ricercando l’acqua viva capace davvero di saziare la nostra sete.

L’Avvento è quindi un tempo “forte”, una occasione di grazia e di verità da accogliere con riconoscenza e alla quale concedersi con assoluta disponibilità.