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Delpini alla città: “Tocca a noi, tutti insieme”

Tocca a noi, tutti insieme è il titolo che il nostro Arcivescovo mons. Delpini ha scelto per la riflessione offerta, come tradizione, al cospetto di amministratori pubblici e politici per la festa del nostro patrono, Sant’Ambrogio. Un discorso che si apre con una provocatoria citazione biblica: il profeta Geremia che, mentre si profila la caduta di Gerusalemme e la deportazione del popolo, «firma un contratto per acquistare un campo, fa un investimento sul futuro».

Ecco il punto. «Milano ha visto momenti assai più drammatici»: ma è una «emergenza spirituale», uno «smarrimento del senso dell’insieme che riduce in frantumi la società e l’identità personale», uno spegnersi della speranza, quel che la pandemia ha portato alla luce. In realtà: se la città «funziona anche sotto la pressione della pandemia» è per i tanti, nelle istituzioni, negli ospedali, nei servizi, nelle famiglie, nelle parrocchie, che sono rimasti al loro posto moltiplicando l’impegno.

«Anch’io – riprende Delpini – per quello che posso e secondo le mie responsabilità, rimango al mio posto e, imitando Geremia, ho deciso di comprare un campo, cioè di seminare speranza». Adesso tocca a noi, tocca ancora a noi, sempre. Tocca a noi, non nel senso che abbiamo la presunzione di occupare tutta la scena, di imporci come maestri che devono indottrinare altri, di prenderci momenti di potere o di gloria. Tocca a noi, piuttosto, nel senso di un dovere da compiere, di un servizio da rendere, di un contributo da offrire con discrezione e rispetto, di intraprendere un cammino che nessuno può compiere al nostro posto. Un cammino che siamo chiamati a percorrere insieme».

Leggete la cronaca su questa pagina del sito della Diocesi.

Qui sotto il video integrale del messaggio.