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“Candor lucis aeternae”, la lettera del Papa per Dante

Profeta di speranza e testimone della sete di infinito insita nel cuore dell’uomo”. Così il Papa definisce Dante, nella lettera apostolica “Candor lucis aeternae”, – “Splendore della luce eterna” – pubblicata in occasione del settimo centenario della morte del sommo poeta. “In questa ricorrenza, pertanto, desidero unirmi anch’io al numeroso coro di quanti vogliono onorare la sua memoria”, scrive Francesco, ricordando che “il 25 marzo, a Firenze, iniziava l’anno secondo il computo “ab Incarnatione“. Tale data, vicina all’equinozio di primavera e nella prospettiva pasquale, era associata sia alla creazione del mondo sia alla redenzione operata da Cristo sulla croce, inizio della nuova creazione.

Per questo “l’opera di Dante è parte integrante della nostra cultura, ci rimanda alle radici cristiane dell’Europa e dell’Occidente, rappresenta il patrimonio di ideali e di valori che anche oggi la Chiesa e la società civile propongono come base della convivenza umana, in cui possiamo e dobbiamo riconoscerci tutti fratelli”.

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