La parola di Dio: seme, lampada, spada e pioggia

Interessanti le definizioni che don Carlo ci presenta riferendosi alla Parola di Dio così come ce la descrive Giovanni nel capitolo 17 del suo Vangelo.  Si tratta di quello che ci viene tramandato come il testamento di Gesù che si rivolge al Padre nel momento in cui capisce che è arrivata l’ora del sacrificio supremo. Una preghiera per sé ma anche e soprattutto per gli altri.

Che forza la voce di Dio nella nostra vita…

Nella poche frasi di Gesù, riportate nel brano evangelico di oggi, è racchiusa tutta l’esperienza cristiana. Si tratta di un legame profondo che si stabilisce fra il Cristo risorto e coloro che, credendo in Lui, fanno parte dellla Chiesa. Legame che Gesù descrive attraverso l’immagine del pastore e del gregge.

Noi abbiamo posto nel cuore di Dio

Don Carlo sottolinea quanto bene fa a noi uomini sentirsi dire che c’è un posto in serbo per noi. Ci sentiamo attesi, ci accorgiamo che c’è qualcuno che si occupa di noi, che ci vuol, bene e che ha a cuore la nostra vita, la nostra sistemazione.

Impariamo da Tommaso a credere che Gesù è risorto

Il suo nome, in aramaico, significa “Gemello”, così come il soprannome Didimo, in greco. L’apostolo Tommaso, dopo la celebre professione di scetticismo (non crede agli altri discepoli che gli annunciano la resurrezione di Gesù) esclama «Mio Signore e mio Dio» allorché il Cristo gli appare.