Dedicazione del Duomo

La festa della Dedicazione della Chiesa madre – il nostro Duomo – riveste una grande importanza per l’intera Diocesi di Milano e per le comunità di Rito Ambrosiano. Nell’intenzione della liturgia, siamo chiamati a riconoscere nel Signore Gesù il fondamento saldo sul quale viene edificata la comunità dei credenti. Per l’occasione vorrei riproporre alcuni stralci dell’omelia che il card. Carlo Maria Martini pronunciò in Duomo, nella festa della Dedicazione il 15 ottobre 2000.

La Chiesa è quella del concilio

Noi concludiamo quest’oggi il Concilio Ecumenico Vaticano Secondo. Noi vogliamo riservare questo momento prezioso ad un solo pensiero, che curva in umiltà i nostri spiriti e li solleva nello stesso tempo al vertice delle nostre aspirazioni. Il pensiero è questo: quale è il valore religioso del nostro Concilio?

Custodi di un canto antico …che va dritto al cuore

La Basilica di Sant’Ambrogio ha l’importante e meraviglioso compito di custodire e tramandare la tradizione del canto ambrosiano. Che cos’è questo canto, e perché si chiama così? Esso è il canto liturgico della Chiesa di Milano: è la musica più antica nota ed eseguita nell’Occidente cristiano. E’, infatti, l’unico al mondo ad essere sopravvissuto fra gli antichi repertori liturgico-musicali non romani. In esso si evidenzia un valore straordinario non solo musicale, ma anche storico, culturale ed estetico.

Oggi la misericordia è un’eresia

Il samaritano è un povero cristo, non è un nobile giudeo di Gerusalemme, non è un sacerdote di rango, non è un influente commerciante galileo. E tuttavia il vangelo ci chiede di guardare a lui, ad un samaritano, commovente esempio di umanità, di vita, che sorprende in un mondo di morti, che stupisce sulle antiche strade del vangelo, ma che sulle nostre moderne strade asfaltate.

Un anno – e non solo – di entusiasmo

Nei miei anni di gioventù, in  seminario e poi da sacerdote, mi è sempre stato chiesto di confrontarmi con la Parola. Così ho imparato che le parole sono uno scrigno che contiene tesori di significato, simbolicità, vitalità e promessa. Tutto questo ci è ricordato in modo chiaro sin dal primo capitolo della Bibbia: “La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu”.

Nicodemo era un uomo buono…

Nicodemo era un uomo buono. Era inquieto, avvertiva delle domande nel suo cuore e cercava una risposta. Il suo cuore era nella notte. Si tratta però di una notte diversa da quella di Giuda, perché questa – la notte di Nicodemo – è una notte che lo porta ad avvicinarsi a Gesù, la notte di Giuda invece ad allontanarsi.

Cresce lungo il cammino il tuo vigore

L’angelo del Signore visita anche la nostra Chiesa, come ha visitato i sogni di Giuseppe figlio di Davide. L’angelo del Signore visita anche la nostra Chiesa e incoraggia: “Non tirarti indietro! Non temere! Non ritenere che la missione che ti è affidata sia troppo alta, troppo difficile. Non tirarti indietro.