E’ la nostra città, è la tua città

“Take a good look around, this is your hometown (dai una bella occhiata intorno, questa è la tua città)”. Prendo in prestito le nostalgiche parole di questa ballata rock di Bruce Springsteen, per lasciare un pensiero natalizio, nonostante la fatica di tenere insieme i tanti pezzi di un vissuto segnato da impegni e scadenze quotidiane, che spesso rischiano di essere l’espressione di una frammentazione. Poi riascolti quest’ultima strofa di My Hometown, che ha la capacità evocativa di riconsegnare immagini di tenerezza, vicinanza e speranza.

Mossi dall’amore

Quando si è presi dall’amore, dice san Francesco di Sales, l’amore mette le ali ai piedi, l’amore fa correre. Chiediamo a sant’Ambrogio in queste feste, a lui dedicate, che ci renda come Maria, Chiesa in uscita, perché mossi dall’amore.

L’occhio sinistro di Ambrogio

Apparuit Thesaurus Ambrosius ha titolato il convegno del 30 novembre, utilizzando un’antica espressione della liturgia ambrosiana; e il sottotitolo dichiara: Le reliquie di sant’Ambrogio e dei martiri Gervaso e Protaso tra storia, scienza e fede. Nell’intreccio felice fra ricerca e fede, Ambrogio, con Protaso e Gervaso, appare di nuovo ai nostri occhi come un tesoro prezioso per l’umanità.

L’arte di accendere la luce

Il buio che segue al tramonto del sole, nell’alternarsi incessante del giorno e della notte, non è soltanto un fenomeno connesso alla rotazione terrestre. Il buio non è soltanto il fastidioso e invadente padrone del pianerottolo, che compare quando si fulmina la lampadina sulle scale, costringendoci a cercare a tentoni il buco della serratura. Il buio non è soltanto l’assenza di illuminazione pubblica. Il buio non è soltanto una questione funzionale d’interruttore acceso o spento. Il buio – lo sappiamo tutti – è una parola che ci riguarda in prima persona, ed è capace di farci venire i brividi come poche altre parole.

Forse non attendiamo più nulla..

Prima domenica di Avvento…. “Il cristiano è colui che resta vigilante ogni giorno e ogni ora sapendo che il Signore viene!”. Così ha scritto san Basilio riprendendo la invocazione con la quale si conclude il libro della Apocalisse: “Amen. Vieni Signore Gesù!”.

Una regalità rovesciata

Nell’ultima domenica dell’anno liturgico la Chiesa celebra la solennità di Cristo Re. La Parola che oggi abbiamo ascoltato è sorprendente, anzi sconcertante, perché presenta una regalità rovesciata: non sotto il segno della gloria, della potenza, ma sotto il segno dell’amore, dell’umiltà, del dolore.

E noi… andremo alla festa?

Per la salvezza c’è «un biglietto di entrata». Ma con qualche avvertenza. Anzitutto è gratuito; e poi i titolari saranno sicuramente donne e uomini che hanno «bisogno di cura e di guarigione nel corpo e nell’anima». Ai primi posti ci siano «peccatori, poveri e ammalati», i cosiddetti «ultimi» insomma.

La basilica di sant’Ambrogio: non soltanto belle pietre

L’anniversario della dedicazione della nostra Basilica, che il Beato Card. Ildefonso Schuster stabilì per la quarta domenica di ottobre, dopo la solennità della dedicazione del Duomo, ci spinge a riflettere che uno dei canali possibili  per condurci a Dio ed esserci anche di aiuto nell’incontro con Lui, è la “la via della Bellezza”, che i visitatori della nostra Basilica dovrebbero ricuperare nel suo significato più profondo. 

Dedicazione del Duomo

La festa della Dedicazione della Chiesa madre – il nostro Duomo – riveste una grande importanza per l’intera Diocesi di Milano e per le comunità di Rito Ambrosiano. Nell’intenzione della liturgia, siamo chiamati a riconoscere nel Signore Gesù il fondamento saldo sul quale viene edificata la comunità dei credenti. Per l’occasione vorrei riproporre alcuni stralci dell’omelia che il card. Carlo Maria Martini pronunciò in Duomo, nella festa della Dedicazione il 15 ottobre 2000.

La Chiesa è quella del concilio

Noi concludiamo quest’oggi il Concilio Ecumenico Vaticano Secondo. Noi vogliamo riservare questo momento prezioso ad un solo pensiero, che curva in umiltà i nostri spiriti e li solleva nello stesso tempo al vertice delle nostre aspirazioni. Il pensiero è questo: quale è il valore religioso del nostro Concilio?