Il nostro cuore in festa canti di gioia

“Il nostro cuore in festa canti di gioia” (dal rito della luce). E’ festa, innanzitutto perché facciamo memoria dei nostri Compatroni Gervaso e Protaso nel solenne Pontificale delle ore 11, presieduto da Mons. Erminio De Scalzi, che ricorda il ventesimo anniversario della sua Ordinazione episcopale. S. Ambrogio, il 19 giugno del 386, deponendo le preziose reliquie dei due martiri sotto l’Altare ha dedicato a loro la nostra Basilica (detta appunto Basilica Martyrum).  Noi oggi pensiamo ai due martiri con riconoscenza, fierezza e devozione, come ha fatto il nostro santo Patrono che amava diffondere il culto dei martiri. 

Trinità: l’amore è un bel mistero

Nella dottrina cattolica ciò che è mistero è indimostrabile con la ragione, ma non è irrazionale, cioè non è in contraddizione con la ragione. Che cosa ci ricorda questa festa? Ci ricorda come Gesù ce l’ha fatta conoscere. Egli ci ha rivelato che Dio è amore: è Creatore e Padre misericordioso, è Figlio unigenito, eterna sapienza incarnata, morto e risorto per noi, è Spirito Santo che muove tutto, cosmo e storia, verso la pienezza finale. Tre persone che sono un solo Dio, perché il Padre è amore, il Figlio è amore, lo Spirito Santo è amore. Dio è tutto amore, amore purissimo, infinito ed eterno.

Bella storia l’oratorio estivo!

Bella storia! E’ la tipica espressione di stupore e meraviglia del mondo giovanile. Gli adolescenti sui social Instagram e Facebook postano le loro storie. Gli anziani hanno storie da raccontare e a tutti noi piace leggere libri o vedere film che raccontano storie alle quali ci appassioniamo. Insomma che lo si voglia o no, siamo circondati da storie, viviamo di storie anche se ai tempi della scuola odiavamo studiare storia. Non possiamo fare a meno della storia, del resto anche Cicerone nel De Oratore diceva: “Historia vero testis temporum, lux veritas, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis” (La storia è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita, messaggera dell’antichità). Per questo il tema che farà da filo conduttore dell’oratorio estivo sarà: Bella storia!

Gesù ascende al cielo… ma è presente

Nella sua Ascensione al cielo, Gesù non è salito verso l’alto, è andato oltre e nel profondo. Non al di là delle nubi, ma al di là delle forme. Siede alla destra di ciascuno di noi, è nel profondo del creato, nella bellezza delle sue creature, nella luce dell’alba, nell’abbraccio di chi si vuole bene e si ama, nel fratello che incontriamo che ha fame o sete, che è malato o straniero. In tutte queste occasioni il Signore di nuovo si fa presente.

Nostra Signora d’Europa… prega per noi

E’ più che legittimo il titolo di Madonna d’Europa! Se pensiamo alle innumerevoli cattedrali (a partire dal Duomo di Milano, dedicato a Maria…) e parrocchie, monasteri e santuari dedicati sul territorio europeo alla vergine Maria, a Nostra Signora, a Maria santissima, alla Madonna… Se pensiamo alla stretta relazione tra la vicenda della giovane Maria di Nazareth, che ha anche conosciuto l’esilio in Egitto per sfuggire alla violenza dei potenti, e la storia di tante famiglie povere di ieri e di oggi.

Ma… si vede che siamo cristiani?

Allora, che cosa ci rende identificabili, visibili, riconoscibili? Un abito? La forma architettonica dell’edificio sacro? O forse – ancor peggio – siamo riconoscibili come cristiani solo per il fatto che professiamo a parole o in modo rituale dei precetti religiosi? Il vangelo ci indica oggi qual è la prova del nove, la verifica infallibile che può dire se la vita di una persona incarna il vangelo: la presenza o meno dell’amore. “Da questo vi riconosceranno”, se avrete amore gli uni verso gli altri.

Prime comunioni… solo una tradizione?

Oggi, 70 bambini partecipano per la prima volta alla S. Messa, accostandosi alla S. Comunione. Perché anche in seguito possano frequentare con fedeltà e consapevolezza la Messa domenicale, è necessario che trovino nei genitori e negli adulti esempi convincenti e consapevoli del valore dell’Eucaristia.

La domanda di Tommaso, la nostra domanda

Gli eventi della tomba vuota, avevano lasciato perplessi i discepoli e – nonostante il messaggio delle donne – gli stessi discepoli hanno paura. Per questo la sera della Resurrezione di Gesù, si chiudono insieme, probabilmente nel cenacolo: Giovanni annota sobriamente che i discepoli si trovano riuniti insieme.

L’amore non è calcolabile

L’unzione di Betania, di cui oggi il Vangelo ci parla, è il simbolo dell’amore del discepolo nei confronti del Maestro. Nel testo di Giovanni assistiamo ad una cena dove si incrociano sguardi diversi. Vi è lo sguardo degli amici, la gratuità che non bada ai costi, perchè l’amicizia è dono senza prezzo.  Al contempo a questo sguardo si contrappone quello di Giuda. Il suo è uno sguardo accecato dall’interesse e incapace di cogliere la logica del dono.